La Tombola Geografica Italiana degli Anni '40: Un Racconto Personale
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Offer expires in: 05:00Era una sera d’inverno del 1943, quando mia nonna estrasse dalla credenza una scatola di legno consumato. Dentro, invece dei soliti numeri, c’erano tessere con nomi di città e regioni: Roma, Milano, Sicilia, Toscana. Era la tombola geografica, una variante che in quegli anni girava di casa in casa, soprattutto al Sud. Non era solo un gioco, ma un modo per sognare un’Italia unita, anche se frammentata dalla guerra. Ogni tessera tirata fuori era un pezzo di storia, un ricordo di luoghi che molti non avevano mai visto ma di cui parlavano con passione.
La tombola geografica anni 1940 non seguiva le regole classiche. Non si vinceva con l’ambo o il terno, ma completando percorsi tra regioni o indovinando capoluoghi. Mia nonna aggiungeva sempre una regola sua: chi pescava una città doveva raccontare una curiosità o un aneddoto. Così, mentre le bombole a gas illuminavano a stento la stanza, imparavamo che a Napoli si mangiava la pizza con le alici, che a Torino c’erano le prime fabbriche Fiat, e che in Sardegna le donne tessavano ancora a mano. Era un gioco che insegnava, senza che ce ne accorgessimo.
C’era qualcosa di speciale in quelle serate. La tombola geografica non era solo un passatempo, ma un rituale. Le tessere, spesso fatte a mano con cartoncini ritagliati, portavano i segni del tempo: macchie di vino, angoli consumati, scritture sbiadite. Ogni famiglia aveva la sua versione, arricchita da dettagli locali. In Sicilia, per esempio, si aggiungevano le isole minori, mentre in Veneto c’erano i fiumi e i laghi. Come scrisse lo storico Luigi Barzini, «la tombola geografica era un microcosmo dell’Italia, un paese che si ricostruiva attraverso il gioco».
Ricordo che mio zio, reduce dalla campagna di Russia, si fermava sempre quando usciva la tessera della sua regione, l’Abruzzo. «Qui si mangia la virtù», diceva, riferendosi alla minestra di legumi e pasta che si preparava nei giorni di festa. Per lui, quella tombola era un modo per tornare a casa, anche solo con la mente. Non era raro che qualcuno piangesse, soprattutto quando uscivano nomi come Trieste o Bolzano, città contese e lontane. La tombola geografica diventava così uno specchio delle ferite e delle speranze di un popolo.
Con gli anni, il gioco si è perso, sostituito da versioni più commerciali. Oggi, piattaforme come Tombola Italia cercano di recuperare quella tradizione, offrendo varianti digitali che richiamano lo spirito originale. Tuttavia, nulla potrà sostituire il rumore delle tessere di legno sul tavolo, le discussioni accese su chi avesse ragione tra Genova e Livorno, o il profumo di castagne arrostite che accompagnava le partite. Come ha osservato la studiosa Anna Banti, «la tombola geografica degli anni ’40 era un atto di resistenza culturale, un modo per tenere viva l’identità in tempi bui».
Quando ho ritrovato quella scatola anni dopo, tra le cose di mia nonna, ho capito che non era solo un oggetto. Era un pezzo di memoria collettiva, un modo per capire chi eravamo. Oggi, giocando online su Tombola Italia, cerco sempre la versione geografica, anche se so che non sarà mai la stessa cosa. Ma forse, in fondo, è proprio questo il bello: ricordare che alcuni giochi non sono fatti solo per vincere, ma per non dimenticare.
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Tombola Italia Details
| License | ADM 15220 |
|---|---|
| Owner | Tombola UK Ltd |
| Founded | 2012 |
| Wager | x30 |
| Min Deposit | 10 EUR |
Giovanni just won 350€
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